Nati per il bene o per il benessere? Il senso della nostra vita da un punto di vista spirituale

Se guardiamo i fatti che la cronaca ci restituisce, il mondo sembra andare davvero male, tra guerre, migranti, morti, malattie, crisi economica, perdita di sovranità, inquinamento a tutti i livelli e via, a lungo discorrendo. Ma, invece, “le cose stanno andando abbastanza bene, da un punto di vista spirituale“: lo ribadisce Fausto Carotenuto, analista politico internazionale, ricercatore spirituale e fondatore di CoscienzeInRete. Lo abbiamo intervistato alla fine della conferenza “Siamo venuti sulla Terra per il bene o il benessere?” tenuta a Torino.

Fausto Carotenuto (foto Laura Sacchi).
Fausto Carotenuto (foto Laura Sacchi).

Com’è possibile?

“Intanto bisogna dire che quello che vediamo attraverso i media è una realtà che ci appare frammentata e senza senso: è una visione ‘diabolica’ (etimologicamente: che crea fratture, che separa). Per comprendere bisogna salire di livello, guardare alle cose dal punto di vista della Coscienza. Il dolore, le fatiche, le difficoltà che viviamo interiormente o che vediamo e viviamo nella società sono la ‘dose necessaria’ – a livello personale e collettivo – di stimoli per indurci a cambiare, a crescere”.

Perchè è necessario il dolore?

“Non è indispensabile. Abbiamo, sempre, due modi possibili per crescere: attraverso la consapevolezza oppure il dolore. Nasciamo tutti con un istinto predatorio, egoista ma questo stile alla lunga, come possiamo vedere nelle cose del mondo, non funziona, crea solo morte e dolore intorno e dentro di sè. Crea problemi. Di fronte a questi problemi, si rende necessaria una risposta per il bene: proprio e di tutti. E’ questo un indice del risveglio di coscienza a cui stiamo assistendo, in cui un terzo della popolazione non ‘ubbidisce’ più ai poteri di vario genere ma pensa e sceglie con la propria testa e sulla base di un”etica amorosa’: rispetto alle vaccinazioni, all’alimentazione, alle cure mediche, agli animali, all’agricoltura biologica, ecc”.

Le risposte che vengono date però non sempre sono adeguate o amorevoli…

“Stiamo imparando a fare il bene, e – come si dice – si impara anche sbagliando: in questo caso l’apprendimento, poichè è interiore e frutto della propria esperienza, sarà ancora più forte. Autentico”.

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Cioè per la crescita del nostro Io spirituale?

“Sì, l’unica nostra parte immortale. Noi siamo esseri del Cielo, veniamo da un’altra dimensione e ci aspetta un destino di luce; a Casa nostra non c’è il male, non ci sono le malattie, eppure abbiamo voglia di venire sulla Terra (dopo aver attraversato il Lete, che ci regala il non ricordo) per uscire poi da questa vita migliori, più forti rispetto a quando siamo entrati. Il fine della nostra vita è far crescere il nostro Spirito. La domanda che faccio alle persone è: come eri tu, 10 anni fa, nell’affrontare i problemi? Oggi, ti senti migliore o uguale, rispetto a com’eri 10 anni fa? La risposta è, sempre, la stessa: oggi siamo migliori di ieri. La parte che si sente migliore è l’Io spirituale”.

Sembra un elogio del dolore, della fatica.

“Non è così; la verità è che possiamo comprendere il senso profondo delle cose solo da una prospettiva spirituale: anche quando tutto è fermo, anche se stiamo vivendo una depressione, anche se la moglie se n’è andata o abbiamo perso il lavoro, la vita si sta muovendo per il nostro bene. Attivarsi per superare i problemi o le ingiustizie o per cambiare le cose è un’attività spirituale, guidata dalla forza operativa che è il sentimento della voglia di fare un bene vero”.

La conferenza a Torino (foto Raffaele Pezzo).
Fausto Carotenuto a Torino (foto Raffaele Pezzo).

Nel titolo della sua conferenza contrappone il bene al benessere; cercare il benessere dunque è “male”?

“Non ho mai detto questo. La nostra cultura però ci presenta il benessere come “meta”. Una bella trappola: facciamo tanta fatica, diventiamo competitivi, non abbiamo più tempo per noi, lavoriamo spesso in modo insensato e in cose che non ci interessano solo per avere dei “benesseri”, per avere successo, per avere distrazioni che ci facciano stare bene. Si potrebbe poi aggiungere: perchè tutta questa fatica per far star bene un corpo, se poi – tanto – muore?”

Ma allora praticare scelte equosolidali, cercare il cibo sano non ogm, utilizzare la medicina integrata e olistica, lavorare per una psiche libera da forme pensiero ed eggregore non amorevoli, la meditazione ecc… non hanno senso?

“Con l’olismo stiamo crescendo, certo. L’importante però è che tutti questi ambiti non diventino il fine: il benessere non è l’obiettivo della nostra vita. Naturalmente sono degli strumenti di qualità, che certamente aiutano in una visione complessiva orientata a nutrire lo Spirito. Se così non fosse, se il benessere diventasse il fine, sarebbe un’ulteriore operazione di separazione, dentro un’illusione di crescita spirituale e di consapevolezza globale. Una laccatura di unghie spirituali, insomma, ma nulla di più”.

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Cosa vuol dire, allora, fare del bene?

“Muoversi nella consapevolezza che le cose non avvengono per caso, che i problemi e le persone che incontro sono lì apposta per mettere alla prova la mia voglia e la mia capacità di agire per il mio bene e il bene di tutti. Nei Vangeli Apocrifi Gesù osserva che ‘amare i belli è semplice’: si cresce dove è necessario un piccolo sforzo, quando si esce dalla propria zona di comfort, quando si trasforma l’ostacolo e il dolore in opportunità”.

Ecco, la crisi. Non è allora, forse, un caso che questo sia un tempo di difficoltà e sfide: per aprirci a nuove opportunità. “Esatto. Come il sole, espressione di amore che si realizza emettendo luce e calore per tutti e senza chiedere nulla in cambio, anche noi ci realizziamo veramente quando facciamo del bene, sviluppando i nostri talenti spirituali“.

Anna Maria Cebrelli

Ex-giornalista, trainer olistico e love-life coach.

I b-hop perché le "crisi" sono veri, autentici spazi di nuove possibilità. Tutto dipende dallo sguardo che abbiamo sulle cose e da come la nostra coscienza si connette alla Coscienza Universale.
Bellezza, fiducia, consapevolezza sono gli ingredienti in un viaggio che è dentro di sè e nel mondo. E parte dall'amore.
Anna Maria Cebrelli
Anna Maria Cebrelli

Anna Maria Cebrelli

Ex-giornalista, trainer olistico e love-life coach. I b-hop perché le "crisi" sono veri, autentici spazi di nuove possibilità. Tutto dipende dallo sguardo che abbiamo sulle cose e da come la nostra coscienza si connette alla Coscienza Universale. Bellezza, fiducia, consapevolezza sono gli ingredienti in un viaggio che è dentro di sè e nel mondo. E parte dall'amore.