di Mariele Scifo – E’ stato presentato nei giorni scorsi a Caltagirone il piano di riqualificazione del Cammino di San Giacomo, un percorso di 130 chilometri che dalla Basilica di San Giacomo a Caltagirone, appunto, arriva fino al Santuario di San Giacomo a Capizzi, attraversando 10 comuni dell’entroterra siciliano ancora poco noti: San Michele di Ganzaria, Mirabella Imbaccari, Piazza Armerina, Aidone, Valguarnera Caropepe, Assoro, Nissoria, Nicosia.
Il progetto punta a riqualificare il percorso per renderlo più accessibile e funzionale ai pellegrini e promuove le comunità rurali che ne sono attraversate favorendone la conoscenza e nuove opportunità di sviluppo.
“L’obiettivo è fare scoprire l’autenticità e le radici della nostra tradizione agricola e delle nostre attività produttive, attraverso il turismo lento ed esperienziale tipico dei cammini religiosi- ha sottolineato Luca Sammartino, vice presidente e assessore dell’Agricoltura, dello Sviluppo rurale e della Pesca mediterranea della Regione Siciliana – Vogliamo far conoscere le comunità, la storia e la cultura della nostra isola; percorrendo questi territori si incontreranno allevatori, produttori, artigiani e si scopriranno i borghi e le eccellenze tipiche locali, primo fra tutti il Pane del Pellegrino, realizzato con cereali antichi ed emblema del cammino di San Giacomo”.


I sindaci dei comuni coinvolti e gli operatori della Forestale sono i primi custodi del cammino, impegnati in attività di cura del territorio, manutenzione delle aree verdi e decoro urbano.
Ancora Luca Sammartino:
Il cammino di San Giacomo vuole essere anche un messaggio di speranza soprattutto per quei territori che devono riscoprire l’orgoglio di essere comunità montane, comunità dell’entroterra.
Turismo lento in Sicilia: alla scoperta del Cammino di San Giacomo
Il cammino è percorribile a piedi, in bici e a cavallo. Lungo il percorso sono stati disposti diversi cartelli segnaletici dotati di QR code, grazie a cui reperire informazioni circa percorso, ospitalità e servizi: 403 frecce di tappa, con indicazione chilometrica ogni 500 metri; 317 frecce di conforto, nei passaggi e negli incroci più delicati; 115 cartelli stradali agli incroci principali; 26 pietre miliari, e cartelloni dedicati ai punti di sosta e ai luoghi di interesse. Creata anche una piattaforma web dedicata, per permettere ai pellegrini di conoscere, di volta in volta, le persone, le aziende e le realtà produttive che animano il territorio.


Realizzato, inoltre, un video promozionale in più lingue, pensato per un pubblico internazionale e volto, appunto, a promuovere il Cammino di San Giacomo anche all’estero.
“Il pellegrinaggio cristiano è anzitutto un cammino interiore capace di aprire all’incontro con le persone, i luoghi e le radici della nostra terra – ha dichiarato monsignor Antonino Raspanti, vescovo di Acireale e presidente della Conferenza episcopale siciliana – il Cammino di San Giacomo può diventare dunque
un’occasione per riscoprire la Sicilia autentica e valorizzare le sue comunità e le aree interne”.
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