di Cristiano Maria Raffaele – Immaginate di sedervi al pianoforte, premere un tasto e vedere un lampo rosso fuoco davanti agli occhi. Non è un trucco e non è un’allucinazione. Per alcune persone, i suoni hanno un colore. Questo fenomeno sensoriale e percettivo si chiama sinestesia (e quando unisce i suoni ai colori prende il nome di cromestesia).
Ascolta “Quando la musica diventa colore” su Spreaker.
Cos’è la cromestesia?
Di solito, i nostri cinque sensi lavorano separatamente: gli occhi vedono, le orecchie ascoltano. Nel cervello di un “sinesteta”, invece, i fili si incrociano in modo speciale.
Quando l’orecchio sente un suono, il segnale elettrico fa un piccolo “salto” e attiva anche la parte del cervello che si occupa della vista. Il risultato? La persona sente il suono e contemporaneamente vede un colore, in modo del tutto automatico.
- È una cosa naturale: Chi nasce così non deve sforzarsi o inventare i colori. Li vede e basta, da sempre.
- È fissa nel tempo: Se per un bambino la nota RE è verde, quella nota rimarrà verde per tutta la sua vita.
- È personale: Non per tutti è uguale. Per una persona il DO può essere rosso, per un’altra può essere blu.


La storia di Elisabeth: il DO è rosso, il DO diesis è rosa
Una delle storie più famose è quella di Elisabeth Sulser, una musicista svizzera. Da piccola pensava che tutti vedessero i colori mentre ascoltavano la musica. Solo da grande ha capito di avere un dono raro.
Quando Elisabeth suona il pianoforte, per lei accade questo:
“La nota DO è di un rosso intenso, come il sangue. Ma se mi sposto sul tasto nero subito dopo, il DO diesis, il colore diventa improvvisamente un rosa brillante.”
Per i musicisti come lei, suonare un brano non è solo un esercizio di dita, ma un vero e proprio spettacolo di fuochi d’artificio nella mente.
Come si vede la musica sul pianoforte?
Se potessimo guardare dentro la mente di un sinesteta mentre ascolta un pianoforte, noteremmo delle regole affascinanti:
- Note gravi (i tasti a sinistra): Producono colori scuri e pesanti, come il marrone, il viola cupo o il nero. Sembrano quasi delle nuvole dense.
- Note acute (i tasti a destra): Producono colori chiari e brillanti, come il giallo, l’argento o il bianco. Sembrano prima scintille di luce.
- Il volume: Se la nota è suonata piano (pianissimo), il colore è sfumato e pastello. Se la nota è suonata forte (fortissimo), il colore diventa accesissimo, quasi abbagliante.
Vivere così rende la musica un’esperienza magica, anche se a volte può stancare: immaginate di camminare nel traffico cittadino e avere la mente bombardata da mille colori diversi per colpa dei clacson e dei rumori!
La prossima volta che sentite una canzone, provate a chiudere gli occhi. Chissà che, con un po’ di fantasia, non riusciate a vedere anche voi un briciolo di rosso o di blu.


Una finestra aperta sulla meraviglia
In fin dei conti, la sinestesia ci ricorda quanto possa essere straordinaria e imprevedibile la mente umana.
Ci mostra che non esiste un unico modo di percepire la realtà e che, a volte, la natura trova strade meravigliose per unire ciò che sembra diviso.
Chi possiede questo dono non sente solo la musica, la abita. E per tutti noi altri, la cromestesia resta un bellissimo promemoria: l’arte e la bellezza non hanno confini precisi. Anche quando non possiamo vederli ad occhi aperti, la musica continua a colorare le nostre vite, emozione dopo emozione, nota dopo nota.
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