di Kenji Albani – Le graphic novel sono fumetti d’autore, spesso storie autoconclusive (come 300 di Frank Miller, portato sullo schermo da Zack Snyder nel 2007) o divise in capitoli pubblicati a puntate (ad esempio Watchmen, che fra poco sarà illustrato), che attirano un grande pubblico.
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Quindi nulla a che vedere con le strisce comiche (da Yellow Kid alle nostrane Sturmtruppen di Bonvi, in genere pubblicate sui quotidiani, o i manga. No, si tratta di un medium che unisce la profondità narrativa alle storie disegnate. E una volta terminata la storia, fine; non come Dylan Dog, Martin Mystère e Nathan Never per parlare degli eroi in bianco e nero della Bonelli.
Ecco cinque graphic novel da non perdere (secondo noi).
Corto Maltese


Era il 1967 quando fu data alle stampe la prima puntata di Una ballata del mare salato, un’avventura di Corto Maltese ospitata sulla rivista a fumetti Sgt. Kirk (venti episodi in tutto, dal luglio di quell’anno al febbraio del 1969). Hugo Pratt, pseudonimo di Ugo Prat, era un fumettista di lungo corso, tant’è che aveva collaborato con l’argentino Héctor Oesterheld. Ideò questo personaggio considerato un protagonista molto diverso e innovativo da quelli consueti nei comics, vista la profondità del personaggio, oltre alla minuziosa ricerca storica quando ancora internet non era a disposizione.
È stato Pratt a inventare la graphic novel e a seguito di Una ballata del mare salato seguirono altre ventotto storie (l’ultima risale al 1988); Pratt scomparve in Francia il 20 agosto 1995 e il testimone è stato raccolto da altri autori non solo italiani ma anche spagnoli e francesi.
L’iconico personaggio è il protagonista pure di un cartone animato del 2002.
Maus


Come si può raccontare la tragedia dell’Olocausto a fumetti? Art Spiegelman si limitò a parlare di suo padre, sopravvissuto al genocidio del popolo ebraico e con il quale era impossibile vivere (ad esempio raccoglieva rame quando gli era possibile). Spiegelman mise su carta le avventure di topi ebrei perseguitati da gatti nazisti. Fra brani che testimoniano i tempi moderni con i fantasmi del passato e che si alternano ai flashback della situazione del popolo ebraico nell’Europa dell’est, Spiegelman illustra in chiave ironica e al tempo stesso drammatica la tragedia degli anni ‘30-’40.
Pubblicato in due volumi fra 1980 e 1991, la graphic novel vinse il Premio Pulitzer nel 1992 e a oggi è l’unica opera fumettistica ad aver raggiunto il traguardo.
Persepolis


Da popolo perseguitato a popolo perseguitato, dalla tragedia della Shoah alla situazione politica e dei diritti umani in Iran, Persepolis di Marjane Satrapi illustra al pubblico occidentale come si viveva e si vive in Iran, un classico quindi, dato che fa comprendere come passato e presente spesso sono intercambiabili e promettono un fosco futuro in cui non cambia nulla.
L‘autrice è scomparsa recentemente in Francia, dove aveva trovato asilo e ha raggiunto la notorietà raccontando le sue avventure poco tempo dopo la Rivoluzione islamica, fino alla sua fuga in Francia.
Satrapi, il cui mestiere era quello di illustratrice di libri per bambini, visse una sorta di serendipità con questa graphic novel pubblicata fra il 2000 e il 2003 per Lizard, nota casa editrice francese di fumetti. Nel 2007 c’è stata la trasposizione del fumetto in film animato.
V per Vendetta


Anche i personaggi più insospettabili hanno ceduto al fascino dei fumetti, e il cinema ha aiutato molto. Il principio della notorietà di V per vendetta è stata la fase ultima, l’arrivo nei cinema della pellicola omonima con Natalie Portman nel 2005. Il film diventò molto popolare fra i millennials allora adolescenti, spingendo i giovani all’amore per l’anarchia e la libertà. Non a caso, le citazioni del film proliferarono e nelle manifestazioni degli antagonisti e nei murales abusivi degli stessi fu tutta una sarabanda delle maschere di Anonymous, il supereroe del fumetto che a sua volta si ispira a Guy Fawkes.
V per vendetta del britannico Alan Moore descrive la resistenza dei protagonisti a un regime fascista di un’Inghilterra distopica, dove l’abuso di potere di clero e politici è all’ordine del giorno, il popolo rimane oppresso, tutto quel che è strano è perseguitato. Morale: viva la libertà, viva l’anarchia.
Watchmen


A proposito di supereroi… Da Anonymus ai protagonisti di Watchmen, la graphic novel per eccellenza che parla dei lati più umani dei supereroi nella loro patria: gli Stati Uniti d’America. Personaggi di Marvel e D.C Comics a parte, i dodici capitoli del fumetto disegnato da David Lloyd narrano di un’America alternativa.
1985, Nixon non si è mai dimesso ed è rimasto al potere (The Donald, don’t do the same, please! ndr), inoltre l’America ha trionfato in Vietnam. In questo scenario alternativo (una distopia molto alla lontana dato che il fumetto fu pubblicato dal 1982 al 1985) si muovono i supereroi che… sorvegliano i supereroi. Molti di loro sono asserviti al potere, alcuni invece si ribellano e agiscono nel contesto della Guerra fredda arrivando a un finale catastrofico ma che dà speranze. L’autore? Sempre Alan Moore.
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