di Marianna Mandato – Siamo all’Accademia di Belle Arti di Roma, fa molto caldo ma lei ha un volto fresco e sereno.
È Osea di Paolo, giovane donna, pittrice, sorda, con gli occhi che le brillano, accompagnata da Roberta Vasta della Crei – interpreti LIS. Originaria di Cassino, vive a Roma.


Osea ha vinto il premio del pubblico della recente collettiva “Pluralità e Diversità – Be inclusive”, per under 35, organizzata da B-Hop magazine e dalla Galleria d’Arte Multiverso a Roma.
“Sono rimasta, come dire, sorpresa, bloccata, stupita. Ho pensato ho vinto io?! Non ci credevo! Ho ringraziato molto, ero emozionatissima. Non riuscivo a segnare. Non riuscivo a dire nulla”.


Una vita difficile da gestire e spesso da affrontare, ce la mette costantemente tutta per non cedere.
“La mia vita è un po’ pesante da raccontare. Ho passato periodi in cui mi sono fermata. Sono rimasta a casa. E ho vissuto un periodo nero. Buio. Come se fossi stata in una stanza oscura. Ho sofferto molto”.
Ascoltiamo i suoi segni che parlano tramite la sua interprete Roberta. Osea è schietta e la sua emozione è limpida.
Era una bambina vivacissima, con una gran voglia di ridere e scherzare. Poi, la vita, l’ha più volte messa all’angolo.
Ma lei non si è mai arresa.
“Guardandomi, ho pensato che avessi bisogno di rialzarmi, di uscire fuori da questo buio e aprirmi alla luce del sole.
Parlando con delle persone di fiducia ho capito che era necessario tirar fuori quello che avevo dentro. Ho cercato di seguire i loro consigli, di affrontare le situazioni, di lottare per andare avanti. Ho cercato di scrivere delle cose, di scrivere la mia storia per tirare fuori il mio mondo interiore”
Più che dalla scrittura, la forza di rialzarsi sarà legata al vigore della sua pittura.
Osea disegna sin da quando era piccolissima. Metteva in scena la sua vita, le sue vicende, i suoi sentimenti, il suo buio e la sua luce. I suoi disegni sono una specie di portale per entrare nei meandri della sua interiorità. Senza bisogno di parole.
Guardare i suoi disegni e ii suoi dipinti è guardare la sua anima. Ascoltare parole silenziose che prendono una forma visibile.


Come sottolinea anche Roberta, Osea è come i cantastorie dell’antichità, coi suoi pannelli a immagini a supporto di una narrazione priva di canto orale. Se potessimo mettere insieme il puzzle intricato dei suoi dipinti, potremmo ottenere un magnifico libro illustrato della sua vita.
Sempre coi colori “giusti”, quelli in grado di esprimere e accompagnare le emozioni.
“Il rosso è un colore caldo che trasmette felicità, energia e forza. Provoca una sorta di calore che nasce dal petto e si espande per tutto il corpo. Dà un senso di risveglio. Il blu, invece, è un colore che in qualche modo dà una sensazione di freddo. Dà un po’ un senso di chiusura. È collegato al sonno, all’essere energeticamente scarichi.
Sembra che la felicità, la tristezza, la gioia, possano essere trasmesse dai colori”.
I dipinti con cui Osea ha vinto il premio del pubblico hanno colori evocativi. E molto suggestivi.
“Il primo rappresenta un viso dal quale parte una sorta di fumo, si intitola Il sogno. Il secondo rappresenta il sole. Il terzo la luna”.


In uno, in cui ho dipinto il sole, e nell’altro, che era dedicato alla luna, ho voluto aggiungere i segni del sole e della luna, per far capire quale fosse il fulcro del messaggio che volevo trasmettere.
Ogni mattina il sole sorge per accompagnarci nel risveglio e nutrirci con la sua luce e la sua energia.


La luna rappresenta il momento della quiete, del riposo, espresso con colori freddi. È il momento in cui nutriamo la fantasia attraverso i sogni. La luna è la nostra ispiratrice, nutre la nostra parte creativa.


La LIS per molti di noi sordi è la lingua che ci mette in comunicazione e connessione con il mondo, abbattendo qualsiasi barriera. In questi miei dipinti esprime la connessione tra individuo e realtà”.
Il bisogno di Osea è la voglia di comunicare sé stessa ad un pubblico fatto anche di persone udenti. Lo fa col suo linguaggio. E lo spettatore è coinvolto completamente.
I segni diventano un ponte. Accessibile immediatamente a tutti.
“L’arte è come una metafora. Nel mio quadro, il fumo che esce dalla testa del personaggio, è una metafora dei sogni. E i colori, sono sempre metafore di qualche sentire.
Quando ad esempio dipingo un personaggio, non lo rendo solo per quello che è. Cerco di dargli qualcosa in più. Io dipingo una persona, poi ci aggiungo attraverso il colore qualcosa che la illumina, e poi questa luce che si irradia.
Ecco, l’arte è quel qualcosa che fa luce, che illumina, che rinvigorisce, che dà più energia”.


Questo modo di Osea di raccontare l’Arte è bellezza che si manifesta.
Siamo all’Accademia di Belle Arti di Roma, la bellezza si respira. E Osea conferma il suo amore per la pittura se pensa alla bellezza.
“A me ‘bello’ fa pensare alla pittura. Il mio lavoro insieme agli altri. Alle storie. Ai pittori francesi, spagnoli, di tutto il mondo. Per me dipingere è bello. La pittura è bella”.
Non solo bellezza, l’arte è speranza per il futuro. Anche il suo futuro.
“Ho capito che dobbiamo guardare al futuro. Che cosa farò nel futuro? è la domanda che mi faccio spesso. Dipingendo, posso avere una possibilità per andare avanti. Potrei disegnare fumetti, scrivere storie di fantasia, dipingere quadri. Quando penso al futuro, questo mi dà sollievo”.
Cerca sempre di trasmettere emozioni attraverso le sue opere, Osea. Emozioni che le scorrono nelle vene. Quelle emozioni che dovrebbero essere alla base della vita.
“Le persone dovrebbero un po’ guardarsi dentro. Vederle, quelle emozioni. Trasmetterle, farle uscire fuori. Questo è quello che ho fatto anche io e che faccio con le mie opere. Io cerco sempre di guardarmi dentro”.
Se vuoi leggere l'intervista completa ad Osea di Paolo clicca qui.
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