di Vincenzo Sorrentino – Grupetart è un collettivo di artiste di Padova di diverse discipline – pittura, scultura, fotografia, ecc. – che hanno deciso di mettersi insieme per realizzare opere sulla base di un modello collaborativo che si basa su un confronto costante ed il coinvolgimento creativo di tutti i membri del collettivo.
Le artiste che compongono il collettivo sono Luisa Bertocco, Maria Letizia Gabriele, Marzia Gallinaro, Paola Leati, Laura Rodighero, Rosaria Savini, Claudia Vatteroni e Maria Antonietta Barnaba, tutte con una precedente esperienza professionale fatta di lavori e di partecipazioni ad esposizioni sia personali che collettive. Si sono conosciute frequentando la locale Casa delle Donne con la quale lo scorso anno è stata organizzata una mostra collettiva dal titolo “L’arte che disarma”, con artiste provenienti da paesi in conflitto – Ucraina, Russia, Palestina, Iran, ecc. – che hanno esposto lavori sul tema della guerra.
Alla mostra, ospitata dal Centro Culturale Altinate San Gaetano di Padova da novembre 2025 a gennaio 2026, il Collettivo Grupertat ha deciso di contribuire con una propria opera sul tema della guerra, intitolata “Smisurata Ferita”.
“Smisurata ferita” è una installazione basata su un telo bianco posto su un tavolo con un evidente taglio di colore rosso ed una brocca d’acqua.
L’opera ha un evidente valore simbolico ed evocativo in quanto il tavolo, che normalmente è un simbolo di piacere e convivialità, diventa in questo caso un simbolo di vuoto, di assenza, di dolore e sopporta la lacerazione di una profonda ferita che le mani delle donne tentano faticosamente di ricucire.
In questo contesto, che richiama il dolore e le ferite della guerra, si intravede però una luce di speranza rappresentata dall’acqua che è evidentemente fonte di nuova vita.


Paola Leati, una delle artiste del collettivo, ripercorre il processo creativo che ha portato alla realizzazione dell’opera e sottolinea lo spirito collaborativo che si è instaurato tra le artiste in tutte le fasi di immaginazione e realizzazione dell’opera.
“Tutto è partito da una proposta inziale formulata da Marzia Gallinaro, artista del collettivo, che ha avuto l’idea del telo bianco su una tavola nuda. Ciascuna di noi ha poi dato il proprio contributo di idee per cui sul telo è stata apposta una striscia rossa a rappresentare il sangue, la ferita, che poi è diventata un ricamo, a sottolineare il ruolo che le donne possono avere nel lenire e ricucire i danni della guerra e poi l’idea dell’acqua come fonte di rigenerazione e di nuova vita”, spiega Leati a B-Hop.
“Il lavoro si è sviluppato attraverso lunghe e frequenti riunioni in cui ci siamo confrontate in maniera aperta e collaborativa arrivando gradualmente alla definizione dell’opera”, precisa. Ed è stata proprio questa bella integrazione tra di loro che le ha convinte a non limitare questa esperienza ad una sola opera ma di costituirsi come un collettivo stabile per mettere insieme idee, competenze, sensibilità, esperienze e valori a favore dell’arte: così è nato Grupetart.
Luisa Bertocco, un’altra delle artiste, sottolinea questo aspetto: “E’ stata un’esperienza derivata da un’empatia collettiva di lavoro, di ascolto, di parole e di ricamo. Ci conoscevamo ma non avevamo mai lavorato insieme e lavorando insieme abbiamo scoperto il valore e la forza della ricerca di sinergie creative”.
Il Collettivo Grupetart ha già realizzato anche altre iniziative artistiche, tra cui la partecipazione alla Biennale Internazionale del Libro d’Artista, organizzata dall’Associazione culturale XEARTE, in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Padova, alla quale partecipano migliaia di artisti, anche di livello internazionale, ed in cui il Collettivo ha ottenuto una menzione speciale.


Maria Letizia Gabriele, un’altra dei membri del collettivo, ci tiene a sottolineare che “così come per Smisurata Ferita, anche per la realizzazione di questa opera, intitolata ‘Forza Nascosta’, si è partiti da un’unica mia fotografia in base alla quale ciascuna di noi ha elaborato la propria visione dell’ombra con il proprio sentire. Anche per la realizzazione di questa opera abbiamo trascorso insieme lunghe giornate. Le ore passate a parlare, lavorare e ricamare hanno consentito di realizzare un libro in cui l’ombra è stata elaborata come prova di luce, presenza e memoria, o come ombre svelate che rivelano una forza nascosta da accogliere o anche come ombre che mutano forma e fanno emergere la molteplicità sentire. Insomma ciascuna di noi ha realizzato un pezzetto portando la sua interpretazione personale, partendo da uno stimolo comune”.


L’esperienza del collettivo Grupetart esalta, pertanto, l’importanza dell’arte come momento di confronto e di condivisione.
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