di Giulia Segna – “Bisogna riattivare l’attitudine dei giovani a immaginare”: ne è convinta Romina Braggion, receptionist in una RSA e tra i fondatori del movimento Solarpunk Italia. “Una capacità che noi genitori non siamo stati in grado di trasmettere ma che va assolutamente coltivata”, dice a B-Hop.
Alle sue parole, Silvia Treves annuisce. Ex insegnante di matematica e scienze, è critica verso il sistema capitalistico che sfrutta e distrugge le risorse della Terra. Anche lei è tra i fondatori di Solarpunk Italia. Insieme a loro, Franco Ricciardiello, ex impiegato di banca e Giulia Abbate, editor indipendente.
“La società oggi è molto individualista. Fatta di monadi più che individui – riprende il discorso Romina Braggion.
Il contesto negativo in cui viviamo ha contribuito ad azzerare la capacità di immaginare, in particolare di immaginare qualcosa di meglio.
Ma si può ricominciare a farlo, per esempio attraverso azioni pratiche come la scrittura.
La scrittura. Proprio quello che li ha fatti incontrare. “Ci siamo conosciuti durante gli appuntamenti annuali di appassionati di fantascienza” – spiega Franco Ricciardiello – “e la scintilla è scoppiata quando, in una disamina dei suoi sottogeneri, abbiamo scoperto il movimento culturale e artistico Solarpunk. Era la fine del 2020. Ci è venuta la curiosità di approfondire e alla mia proposta di realizzare un’antologia di autori e autrici italiane, le colleghe hanno accettato. Ci siamo messi al lavoro e da lì è arrivato naturalmente il bisogno di creare qualcosa di più strutturato: il sito, le traduzioni di romanzi stranieri, la scrittura del Manifesto, la stesura di testi nostri, gli interventi informativi e le conferenze divulgative”.


“Solarpunk è resistenza e rivoluzione pacifista – spiegano-. Prima della nostra comparsa la fantascienza mondiale era caratterizzata dalla distopia, da un’idea di futuro negativo, da una visione pessimistica, mentre noi vogliamo ribaltare la prospettiva e propagandare una visione positiva, a partire dall’immaginazione”.
La letteratura Solarpunk è intrisa di speranza, bellezza e utopia. “Non perché non vediamo le cose brutte” – precisano – “ma perché sentiamo il bisogno di credere che qualcos’altro è possibile”. Si tratta di un’interpretazione ottimistica della vita – o meglio del domani che verrà – il cui strumento principale di diffusione sono i libri. Da qualche anno, in tutto il mondo, esponenti di altri settori
(registi, architetti, illustratori, urbanisti) si stanno lasciando contagiare da tale ottimismo, manifestando l’ideale positivo attraverso film, cartoni animati, edifici, piazze urbane, quadri e disegni.
La scrittura che ispira. La positività che pervade le menti. L’immaginazione che dà vita a nuove forme di abitare. Suona rivoluzionario eppure sta accadendo.
Così, gli aderenti al movimento Solarpunk propongono al pubblico fotografie di città alimentate con sole energie rinnovabili e ricche di giardini rigogliosi; cortometraggi che raccontano un rapporto armonioso tra esseri umani e natura; narrazioni di comunità inclusive, solidali e collaborative; cartoline di paesaggi meravigliosi dove l’intelligenza artificiale è utilizzata al servizio di chi li vive (piante e animali compresi); edifici funzionali e belli insieme, che si integrano perfettamente con l’ambiente circostante.
Il termine Solarpunk è stato coniato per la prima volta nel 2008, in un’antologia brasiliana. Nel tempo, il concetto di fantascienza ottimista ha attirato l’attenzione di numerosi scrittori e scrittrici, quindi si è trasformato in un sottogenere letterario dall’identità forte e riconoscibile. “Solar” rimanda all’energia del Sole, “Punk” alla dimensione della rivolta.
“In Italia, il picco della visibilità del Solarpunk lo abbiamo raggiunto con la pubblicazione dell’antologia Urania di Mondadori, nel luglio 2026” – prosegue Franco Ricciardiello – “quindi siamo stati invitati a presentarla in diversi eventi e anche in qualche università”.
Quattrocento pagine di rivista tutte dedicate a racconti fantascientifici dove il futuro è andato bene, si legge sul sito, dove l’umanità ha preso una strada in armonia con l’ecosistema, con economie, tecnologie e società più giuste, eque, naturali, pacifiche. Tra i testi, ce sono alcuni a firma dei quattro fondatori: Tre lezioni di tenebre per il mercoledì; Eloisa e la bomba; Cartolina dal Lago Maggiore; Gomma.


Solarpunk Italia parla anche ai giovanissimi: grazie al concorso letterario “Scolar Punk” indetto dalla Fondazione Marazzato, il movimento ha raggiunto alcune scuole medie e superiori italiane con la finalità di diffondere il verbo ottimistico.
Centinaia di studenti e studentesse si sono cimentati nella scrittura di racconti fantascientifici utopici, imparando a ragionare fuori dagli schemi, fare e farsi domande scomode, pensare sostenibile, ricorrere ad una comunicazione inclusiva, credere che un altro modo di vivere è possibile. Alla giuria di gara sono arrivate tantissime proposte entusiasmanti e innovative. “L’obiettivo – concludono – è quello di seminare speranza e riaccendere nei ragazzi il desiderio di immaginare. Per questo, abbiamo rinnovato l’adesione al concorso e continueremo ad andare nelle scuole”.
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