Agenzia funebre propone “weekend con il morto”: il marketing vince sempre?

“Un omaggio per tutti i nostri clienti. Non possiamo riportare in vita nessuno, né restituire la gioia ad una famiglia nel momento della perdita di un proprio caro. Ma non ci accontentiamo di onorare la salma con un servizio impeccabile, vogliamo fare ancora di più per i nostri clienti. Ecco perché, a partire dal 1° giugno 2015, per ogni funerale che ci chiederete di organizzare vi omaggeremo con un soggiorno di una notte in hotel per due persone, in qualsiasi periodo dell’anno, in uno dei 100 hotel scelti dal nostro catalogo. Una meritata parentesi di relax, dopo tanto dolore e tanta tristezza. Per maggiori dettagli, veniteci a trovare o contattateci ai nostri recapiti”.

Ve lo giuro, c’ho provato. Eccome se c’ho provato. Mi sono appellato al mio finto moralismo borghese, alla mia educazione cattolica, a tutto. Sono arrivato persino a pensare a come avrei reagito a quest’offerta a seguito di un lutto nella mia famiglia.

Un’offerta…

Sì, sto parlando proprio di un’offerta. Una nota agenzia funebre di Roma propone, a partire da questo mese, “Weekend con il morto” (titolo dell’iniziativa ripreso – non ha caso per me che sono un malpensante – dalla celebre commedia statunitense del 1989, diretta da Ted Kotcheff)

Ti servi da loro in caso di un lutto e in cambio ricevi un voucher per un fine settimana in Italia o all’estero da consumare con un’altra persona, viva naturalmente!

Quindi vi stavo dicendo, c’ho provato in tutti i modi a concentrarmi sul cattivo gusto dell’iniziativa. Sulla poca delicatezza che si ha nell’accostare un momento ludico come una vacanza con un momento così tragico come un decesso.

Non ci riesco, è inutile. Non ci riesco!

In un altra commedia cinematografica, sempre per restare in tema, l’indimenticabile “Amici miei” di Mario Monicelli ho sentito dire: “Che cos’è il genio? È fantasia, intuizione, decisione e velocità d’esecuzione”.

Per me questo è. Genialità pura, espressa nella sua più alta forma: indignazione e curiosità.

L’agenzia funebre si è attirata le critiche di moralisti e non. Ha fatto parlare di sé su giornali nazionali e sui social la notizia sta diventando virale e ha ottenuto i risultati sperati

Risultato? Il sito dell’agenzia ha registrato in poco tempo migliaia di accessi e la campagna pubblicitaria sta dando i frutti sperati con numerose telefonate che chiedono se l’offerta è vera o meno, con tutti gli scongiuri del caso. Anche il titolare delle pompe funebri in questione, dapprima titubante sulla “promozione” attuata dal figlio, in una delle interviste rilasciate ai vari giornali ha dichiarato: “Sul sito abbiamo già avuto oltre 15.000 visualizzazioni per la pubblicità e sono iniziate subito le telefonate. Inizialmente per capire se si trattava di una bufala ma poi invece per avere informazioni esatte sull’omaggio”.

Ora non sta a noi giudicare se tutto ciò sia di cattivo gusto o meno, anche se un’idea ce la siamo fatta, ma una cosa la possiamo affermare con certezza: quando si dice che qualcuno per farsi “pubblicità venderebbe anche la madre” forse non si sbaglia del tutto.

Il marketing vince sempre!

Andrea Regimenti
Andrea Regimenti

Andrea Regimenti

Andrea Regimenti, giornalista, non sono mai stato un intellettuale, ma mi consolo facendolo credere, di tanto in tanto, a qualcuno. Io b-hop perché fa figo.