Sri Lanka, l’isola delle spezie e dei pavoni. Un viaggio soft tra templi, città coloniali, natura

(reportage di Patrizia Caiffa) – Un viaggio nello Sri Lanka è una esperienza ricca e varia, soffice e ordinata come i modi della sua gente, infarcita di bellezza mistica, storica, paesaggistica. Templi buddisti, parchi naturali, coltivazioni di thè, spiagge, città coloniali costruite da olandesi o inglesi, pavoni ed elefanti, colori e atmosfere. Tutto questo e anche di più contraddistingue l’antica Ceylon, l’isola delle spezie vicina all’India che gli antichi, per la sua forma, descrivevano come una perla o una lacrima.

Un viaggio soft, sia per la facilità degli spostamenti e la pulizia di città, strade e alloggi. Un Paese ordinato e gentile, che esplode di colori come i fiori offerti nei templi del buddismo theravada, che convive pacificamente con islam, induismo e cattolicesimo.

Conclusa nel 2009 e quasi rimossa  dalla memoria collettiva la lunga guerra civile contro le tigri tamil indipendentiste del nord-est  – furono i primi guerriglieri ad usare kamikaze, spesso donne, per fare attentati – ora il Paese è in fase di crescita con una popolazione giovane ed attiva che ha voglia di fare.

L’itinerario di dieci giorni che vi consigliamo inizia dalla capitale Colombo: una città con alti grattacieli ai cui piedi ferve la vita tradizionale, che si affaccia strategicamente sull’Oceano indiano. Non ha niente di antico e speciale ma una passeggiata nella zona blindata del Fort e nel quartiere-mercato di Pettah, già rende l’idea di cosa si andrà a scoprire più avanti. Approfittate per comprare cannella, noci moscate e altre spezie a poco prezzo.

Una chicca da visitare è il Gangarayama temple, un tempio buddista nascosto dove viene venerato un vero elefante. Tra cumuli disordinati di oggetti donati come ex-voto (molti d’oro e preziosi) e atmosfere un po’ kitch, è curioso scoprire anche statue e dipinti di divinità indù come il dio-elefante Ganesh, simbolo di abbondanza e prosperità.

Per spostarsi nel Paese in maniera molto low cost si possono usare treni e bus locali. Altrimenti i più coraggiosi avvezzi alla guida all’inglese possono affittare una macchina (intorno ai 30 dollari al giorno) o, meglio, un’auto con autista (60 euro tutto compreso, anche vitto, alloggio dell’autista e chilometraggio illimitato).

Da Colombo si procede direttamente verso nord. Prima tappa: Anuradaphura, la prima città reale, con templi, stupa, e l’holy tree, un enorme ficus nato da una delle tante talee dell’albero sotto cui predicava Buddha, portato dall’India. L’atmosfera qui è vera, mistica e suggestiva, con cerimonie piene di fiori, incensi, luci, preghiere, suoni.

Anuradhapura. foto: P.Caiffa

Si scende poi verso Polonnaruwa, la seconda città capitale del regno nel 500 d.c.. I vari sovrani si spingevano verso est per trovare riparo dalle invasioni indiane. Questa è una area archeologica molto curata con bella vegetazione, antichi e affascinanti templi e le più famose ed enormi statue di Buddha, in piedi o distese. Vi sono anche bagni reali tra cui uno a forma di fiore di loto che farebbe invidia ai migliori architetti. Capita anche di incontrare cervi e manguste.

Polonnaruwa. foto: P.Caiffa

Più a sud si incontra una delle esperienze migliori del viaggio: la scalata dei ripidissimi 2500 gradini della meravigliosa rocca di Sigiriya, che ha la forma di una gigantesca zampa di leone. In cima c’era un palazzo reale, capitale di un regno conteso da due fratelli. Uno dei due uccise il padre per prendere il potere, l’altro organizzò un assedio per riprendersi la rocca ma il fratello scelse di suicidarsi per non farsi catturare. Il principe vittorioso decise però di assegnare la rocca ai monaci buddisti, e divenne un convento.

La rocca di Sigiriya. foto: P.Caiffa

Salendo una scala a chiocciola mozzafiato si incontrano anche dei bellissimi affreschi (non fotografabili) delle fanciulle di Sigiriya, splendide ragazze a torso nudo dipinte sulle pareti. Si pensa fossero le amanti del principe.

Sigiriya

Tra scimmie che si divertono a scivolare accanto ai turisti come in un parco giochi di bambini o aprono, chiudono e bevono l’acqua direttamente dal rubinetto, i turisti riescono a concludere l’eroica scalata con il fiato corto ma un ricco premio: il panorama dall’alto e un fantastico tramonto.

L’itinerario prosegue verso le splendide Grotte di Dambulla, cinque grotte riccamente affrescate con colori molto vividi e ben conservati e tante statue di Buddha e principi.

Merita anche una piccola tappa Aluwihara, dove i discepoli del Buddha misero per iscritto i suoi insegnamenti, anche qui grotte affrescate e una stanza con macabre statue che raffigurano le più cruenti torture, per dissuadere i fedeli dal peccato.

Eccoci poi a Kandy, la seconda città del Paese con 2 milioni di abitanti. E’ considerata la capitale culturale dello Sri Lanka. In stile coloniale, è stata l’ultima sede reale, in una bella posizione in mezzo a verdi colline. Peccato sia diventata oggi molto caotica per la presenza di troppe automobili.

Qui è bello perdersi negli ampi Giardini botanici Peradeniya, i giardini del re, osservando alberi unici al mondo e fiori preziosi, tra le urla di migliaia di inquietanti ed enormi pipistrelli diurni che abitano lì.

Giardini di Peraneya, Kandy. foto: P.Caiffa

Verso sera è molto suggestiva la visita al Tempio del Dente, il luogo più sacro e venerato dello Sri Lanka, dove è conservata la preziosa reliquia, un dente sottratto al corpo di Buddha appena morto durante il rogo. In serata arrivano tanti turisti per assistere alla puja, una cerimonia con tamburi e poi una sfilata davanti al reliquario, con tanti fiori e incensi.

Nonostante un bel paesaggio di piantagioni di thè con le donne tamil che lo raccolgono (con annessa visita alla fabbrica del thè) vi stupirete di trovare freddo e pioggia a Nuwara Elya: proprio per il clima la chiamano “Little England”. E’ amata dagli inglesi che qui hanno preso casa e giocano nei campi da golf di lussuosi hotel coloniali ma i maglioni pesanti sui saree delle donne e i dhoti degli uomini indossati dai tamil (di origine indiane) stonano molto.

Piantagioni di thè – foto: P. Caiffa

Ripresa la macchina si può fare una tappa di un giorno ad Ella o vedere solo di passaggio, tramite una strada panoramica, il famoso precipizio – Ella gap – e le cascate.

Qui molti scelgono salite notturne sull’Adam’s Peak o vanno a visitare altri parchi. Io vi consiglio di percorrere un po’ più di chilometri verso sud-est per andare nel meraviglioso parco di Yala. Durante il  viaggio assolutamente da non perdere è una sosta ai botteghini lunga la strada per un assaggio del piatto più buono dello Sri Lanka: il curd con miele di cocco, uno yogurt di bufala delizioso che preparano in vasi di coccio.

Arrivate in tempo per noleggiare una jeep con autista e partire per un safari pomeridiano. I visitatori hanno accesso solo al 30% del parco ma è bellissimo scoprire all’improvviso elefanti che allattano i loro piccoli, coccodrilli in panciolle, pavoni che fanno la ruota, leopardi, manguste e migliaia di uccelli coloratissimi nel loro habitat, in una caratteristica natura di laghi con fiori di loto, zone aride e mare.

Parco di Yala – foto: P.Caiffa

Si può alloggiare nel vicino villaggio di Tissamahara, la sera non ci si muove per il rischio di elefanti che attraversino la strada.

Destinazione finale è Galle, una cittadina coloniale olandese rimasta pressoché intatta. Lungo la strada, se non siete saturi, si può fare uno stop per vedere un altro tempio. Un po’ kitch la parte esterna, ma molto interessanti le gallerie sotterranee, con affreschi della vita di Buddha e dei donatori. Un monaco è lì per mettere un braccialetto bianco al vostro polso e mormorare una preghiera di benedizione prima di chiedervi una offerta.

A Galle si passeggia per le strade o sul forte al tramonto, poi si riparte per l’ultima giornata sempre in viaggio lungo la turistica costa sud, per chi vuole fare un po’ di giorni di mare. Consigliata una sosta a Bentota, tra palme, spiagge e oceano, con arrivo a Negombo per l’ultima notte prima di prendere il volo nell’omonimo aeroporto, anziché sostare di nuovo a Colombo.

Consigli per dormire e mangiare: a Colombo, Urban Bliss studio, è un b&b in una casa molto elegante. Cena raffinata al Keama Sutra o cucina locale da U’Palis; vicino Sigiriya, avvolto nel silenzio della giungla è il Cammelia resort, dove dormire e cenare; a Kandy una casa coloniale è il Rivora residence; per dormire vicino al Parco di Yala, a Tissamahara, La Safari inn; a Galle, un nuovo ristorante italiano aperto da 8 mesi è “The Pasta factory”, pasta fatta in casa, gestito da una romagnola sposata ad un cingalese.

Noleggio auto con autista: riservato, gentile e molto professionale è Panduca, ex manager bancario che ha deciso di cambiare vita e dedicarsi al turismo. Parla un perfetto inglese. Per avere i recapiti scrivete a info@b-hop.it

N.B. I turisti stranieri pagano tutto: ticket di ingresso molto più alti della media nelle aree archeologiche, nei parchi e perfino nei templi e nelle fattorie.

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Patrizia Caiffa

Patrizia Caiffa

Giornalista professionista, scrittrice, sempre in viaggio nei vari Sud del mondo e curiosa di nuove avventure, dentro e fuori di me. Io b-hop perché amo cantare con le parole per esprimere bellezza e dare voce contro le ingiustizie che coinvolgono popoli e migranti.
Patrizia Caiffa
Patrizia Caiffa

Patrizia Caiffa

Giornalista professionista, scrittrice, sempre in viaggio nei vari Sud del mondo e curiosa di nuove avventure, dentro e fuori di me. Io b-hop perché amo cantare con le parole per esprimere bellezza e dare voce contro le ingiustizie che coinvolgono popoli e migranti.