Roma, appello della storica libreria Odradek, “aiutateci a resistere”. Al via gara di generosità

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Le librerie indipendenti, si sa, non sono attività commerciali redditizie. “Sono luoghi di passione e resistenza, dove il lavoro non viene pagato come dovrebbe”. Davide Vender, proprietario insieme alla moglie Katia, della storica libreria Odradek, da 20 anni luogo di cultura e incontri nel centro di Roma (via dei Banchi Vecchi 57), ha deciso, con coraggio e umiltà, di rendere pubbliche le loro difficoltà economiche e di lanciare una richiesta d’aiuto e un appello: “Serve un rapido intervento per non chiudere i battenti. Perché privarci delle cose belle?”

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Tutto accade a causa della crisi e di libri scontatissimi nelle grandi librerie-supermercato e nella vendita on line. Solo a Roma negli ultimi anni hanno tirato giù la saracinesca almeno 40 piccole librerie. In Italia sono rimaste 800, a fronte delle 12.000 francesi.

I conti di Odradek si fanno in fretta, sono facili:

Dall’inizio della crisi nel 2007 ad oggi perdiamo 50.000 euro di fatturato l’anno – racconta Davide a b-hop -, passando dai 210 mila euro agli attuali 160 mila euro. Calcolando una media del 30% di guadagno sul costo dei libri, ogni anno perdiamo 15 mila euro di profitto”. Da aggiungere circa 2.000 euro al mese di affitto e centinaia di euro in bollette varie.

Nonostante sia una libreria che fattura ogni mese circa 13/14.000 euro, negli anni si è accumulato uno scoperto bancario di 20.000 euro, che Davide e Katia vogliono tentare di abbattere per ricominciare a vivere dignitosamente. Hanno due figli che mantengono con poche centinaia di euro a testa al mese e lavoretti saltuari. Se non fosse per passione avrebbero già ceduto da un pezzo.

Negli anni Odradek ha unito alla specializzazione nella saggistica anche una ricca sezione narrativa. Ha ampliato lo spazio dedicato ad eventi e presentazioni di libri, che non mancano mai. Ha una sezione con prodotti estetici bio di altissima qualità e gadget vari, per completare l’offerta commerciale.

Ma soprattutto, hanno ciò che le grandi catene non hanno: la gentilezza e l’ascolto attento delle richieste dei clienti, la familiarità e l’amicizia che si instaura tra i librai e i frequentatori più assidui. “Il mio cellulare ce l’ha tutta Roma”, scherza Davide, già con lo zaino in spalla pronto a scappare per il suo lavoretto mattutino, tra una consulenza libraria e un’altra.

Una libreria in buona salute, dunque, che ha bisogno di un po’ ossigeno per respirare meglio. Da quando hanno reso pubblici i loro bilanci su Facebook, è successo un piccolo miracolo:

“Tantissimi amici e clienti sono venuti a trovarci, hanno dato soldi o comprato libri. Siamo arrivati già a 4.000 euro di donazioni. Siamo contentissimi, non ce l’aspettavamo”.

Il passaparola sui social sta funzionando bene, tanto che hanno deciso di lanciare una campagna di crowdfunding che partirà a breve.

“Non è assistenzialismo – precisa Davide – è un aiuto concreto che si può realizzare per non vedere distrutta una delle esperienze più interessanti del panorama culturale italiano. Se riesce avremo realizzato un progetto di mutuo soccorso all’altezza dei tempi”.

Intanto si possono ordinare libri al numero 06/0833451, cercare la libreria quando si è in Centro (è a due passi da Corso Vittorio e dal Tevere) o contattarli per una donazione. Anche sulla pagina Facebook.

Andateli a trovare, non ve ne pentirete!

Patrizia Caiffa

Patrizia Caiffa

Giornalista professionista, scrittrice, sempre in viaggio nei vari Sud del mondo e curiosa di nuove avventure, dentro e fuori di me. Io b-hop perché amo cantare con le parole per esprimere bellezza e dare voce contro le ingiustizie che coinvolgono popoli e migranti.
Patrizia Caiffa
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