Nel cremonese “I Colibrì” è la scuola che non ti aspetti: qui i bambini imparano liberi e creativi

La lavagna dei Colibrì

La scuola può essere altro rispetto a quanto siamo abituati; può diventare un insegnamento vivo, vibrante perché passa attraverso l’esperienza e il rispetto: così è nata quest’anno, nel Cremonese, I Colibrì. Si tratta di una scuola di educazione parentale e biocentrica che accoglie bambini dai 3 ai 13 anni e basa la sua operatività sul metodo attivo e di compartecipazione, camminando mano nella mano con varie pedagogie (Metodo Asiri, Steiner, Toro, Lodi, Summerhill, pedagogia della lumaca, movimento biodanza).

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Le prime settimane dei 9 bambini oggi iscritti sono trascorse in esperienze diverse: tra fiori australiani, pomodori, sagome, poiane e nuvole piumate, scoprendo il valore dell’andare oltre… giocando. Scoprendo che se è difficile stare insieme, in generale e tra le diverse età, è importante condividere prima di giudicare, collaborare prima di competere, comunicare prima di sentirci incompresi e ascoltare… ascoltare… ascoltarsi.

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Quello che via via si svela sempre più chiaramente è un mondo davvero diverso: “il nostro intento, e tutto il progetto, è ridare profondità all’educazione nel suo significato profondo di valorizzazione dei talenti personali, in cui si impara non partendo dalle nozioni ma da un apprendimento di sé e del vivere. Ogni aspetto della vita pratica quotidiana contribuisce a creare uno spazio in cui sperimentare e imparare; dove l’empatia e la relazione giocano un ruolo primario nella formazione dell’identità e delle conseguenti scelte per la propria vita, dove l’ambiente e la natura sono parte integrante della formazione come individui”: spiega a b-hop Beatrice Udali, che ha creato e scritto il progetto dei Colibrì.

Laureata in Antropologia Culturale, diplomata in Arteterapia (con una formazione biennale) e insegnante della primaria per 10 anni, facilitatrice di biodanza, Beatrice è un vulcano di energia e passione. Racconta: “Al centro di ogni esperienza fatta ai Colibrì c’è la vita: non solo quella dell’uomo ma di ogni forma vivente, di tutta la Natura“.

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L’apprendimento primario passa da qui, nel rispetto e nell’etica. Concretamente è la scoperta, inaspettata di un bruco; è il gioco all’aperto; il ragno che cade sulla tovaglia e si aiuta a ritornare nel prato; l’incontro con i cavalli e le passeggiate nei boschi; sono i conti che verranno fatti ogni fine mese – tutti insieme – sommando le rette incassate (che rappresentano le entrate) e sottraendo le spese sostenute (“perché la matematica la capisci meglio, e anche la concretezza della vita, il valore e il rispetto dei contributi di tutti, il denaro come energia di scambio”).

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Ecco le linee guida: aderenza alla realtà, creatività, libertà costruttiva. Ovviamente ci sarà anche lo studio ma “i ragazzi saranno liberi di avvicinarsi con i loro tempi, rispettando i loro interessi“.

Insieme a Beatrice, a scuola con i ragazzi si alternano un’insegnante steineriana, una naturopata, un’arteterapeuta (che farà anche la parte delle scienze) e un’educatrice professionale: un team composito, in grado di assicurare una varietà e ricchezza di stimoli per i ragazzi. E di apprendimenti diversificati, esperienziali, co-costruiti nelle diverse materie: arte, italiano, matematica, musica, geografia, storia, autoproduzione, yoga, cucina (2 volte a settimana il pasto – equilibrato e vegano – è cucinato insieme), naturopatia, inglese e biodanza.

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Non mancano neppure, ovviamente, i genitori: molti di loro parteciperanno a qualche attività scolastica (chi spesso e chi una volta al mese; qualcuno è invece impegnato in lavoretti utili per la scuola: “ad esempio un papà sta realizzando un piano angolare su cui troveranno posto i nostri due computer”).

Si studia? “I nostri ragazzi potranno sperimentare in modo libero l’apprendimento: libero in modo sano, non anarchico. Il nostro obiettivo è via via dare gli stimoli giusti, che è poi il cuore del processo educativo, per arrivare ad apprendere quello che serve anche per superare l’esame di terza media ed essere pronti per affrontare il ciclo di scuola secondaria”: spiega Beatrice Udali.

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Se qualcuno cominciasse a storcere il naso pensando che così sia impossibile acquisire tutte le nozioni e competenze previste dai programmi ministeriali della scuola primaria, può tranquillizzarsi e riportare il suo naso in posizione naturale.

L’evidenza dimostra infatti il contrario: i ragazzi che arrivano da percorsi di scuole parentali, libertarie, home schooling (che oramai sono numerose in Italia) dimostrano maggiore capacità espressiva e sicurezza individuale, un più alto livello di autostima. “In genere un punto debole c’è ed è la matematica – ammette Beatrice – ma noi abbiamo tutta l’intenzione di lavorare bene anche su questo”.

Lasciate tranquilli quelli che nascono. Lasciate spazio perché possano vivere. Non preparate tutto già pensato. Non leggete a tutti gli stessi libri. Lasciate che siano loro a scoprire l’alba, a dare un nome ai loro baci”, scrisse Pablo Neruda.

Dalle 9 alle 16, dal lunedì al venerdì, ai Colibrì si va a scuola così. Costruendo piccoli giovani uomini e donne nuovi, integrati ma al tempo stesso capaci di uscire dagli schemi ordinari, ricchi di libertà e spazi creativi, abituati al rispetto e alla co-costruzione. Scusate se è poco.

Anna Maria Cebrelli

Anna Maria Cebrelli

Ex-giornalista, trainer olistico e love-life coach.

I b-hop perché le "crisi" sono veri, autentici spazi di nuove possibilità. Tutto dipende dallo sguardo che abbiamo sulle cose e da come la nostra coscienza si connette alla Coscienza Universale.
Bellezza, fiducia, consapevolezza sono gli ingredienti in un viaggio che è dentro di sè e nel mondo. E parte dall'amore.
Anna Maria Cebrelli