#dallapartedinice una webserie per raccontare i diritti delle bambine e donne africane

Oggi, 25 novembre, si celebra in tutto il mondo la Giornata internazionale contro la violenza sulle donne. E’ l’occasione giusta per parlare del progetto #dallapartedinice, che punta dritto il riflettore sulle donne e bambine africane, per creare un filo narrativo tra l’Africa e l’Italia. L’idea è di realizzare una webserie in sette puntate dedicate alle storie vere e positive di sette bambine, donne africane che hanno detto no a mutilazioni genitali, violenze, soprusi. E per realizzarla è in corso un crowdfunding  aperto a chiunque voglia diventare un produttore dal basso di questo progetto. 

Si chiama #dallapartedinice perché Nice Nailantei Leng’ete è la donna masai di 24 anni che ha ispirato tutto il progetto.

Nice è oggi un’ operatrice di Amref ed è stata una bambina coraggiosa. Nata in una tribù di pastori e cresciuta in un villaggio rurale ai piedi del Kilimanjaro, dall’età di otto anni si batte per l’eliminazione delle mutilazioni genitali femminili. E’ riuscita in un’impresa che sembrava impossibile: l’adozione di “riti di passaggio” alternativi. Nessun taglio, ma una comunità che accompagna le bambine verso l’età adulta, senza subire alcun trauma.

Un progetto pensato da sette uomini, sette giornalisti (Francesco Cavalli, Luciano Scalettari, Angelo Ferrari, Raffaele Masto, Roberto Cavalieri, Alessandro Rocca, Davide Demichelis) che raccontano l’Africa da anni e che vogliono dare la parola a tutte quelle donne che, lottando, sono riuscite a cambiare in meglio la propria vita.

Essere dalla parte di Nice significa essere dalla parte di tutte quelle bambine, adolescenti e donne che lottano quotidianamente contro il potere maschile, contro i matrimoni precoci, le violenze della strada, della guerra, della povertà. Noi vogliamo con queste sette puntate raccontare un volto, quello femminile, del continente africano, ancora scarsamente conosciuto dall’opinione pubblica del nostro Paese. Per una volta non verrà mostrata l’Africa che soccombe a un destino ineluttabile, ma verrà raccontata finalmente la forza delle donne africane che riescono nell’impresa straordinaria di difendere e promuovere i propri diritti», spiega Angelo Ferrari, presidente dell’associazione Hic Sunt Leones, fondata dai sette giornalisti.

Questa webserie vuole informare e cambiare la sensibilità dell’opinione pubblica sulla condizione femminile africana. Con le sette puntate verranno abbattute le distanze tra le nostre città, le nostre vite e quelle di Nice, Grace, Wangare.

Distanze forse non così nette se si guardano i dati europei sulle mutilazioni genitali femminili: in Europa sono 500mila le donne che hanno subito mutilazioni genitali femminili, 180mila le ragazze a rischio e oltre 25mila le donne richiedenti asilo che provengono da Paesi dove vengono praticate le mutilazioni.

E’ dunque un problema di cui è importante parlare, su cui è bene informare l’opinione pubblica anche del nostro Paese.

La webserie #dallapartedinice userà diversi mezzi narrativi: il testo nelle sue diverse forme, il linguaggio video e radio, la fotografia e la grafica. Dalla pubblicazione editoriale a quella televisiva e digitale, dal teatro alla mostraall’incontro con le persone fino alla diffusione mediante gli schermi che siamo abituati ad utilizzare ogni giorno.

Tutti coloro che decideranno di contribuire al progetto diventeranno produttori dal basso della web serie e riceveranno delle ricompense (dal ringraziamento nei siti e nella pagina Facebook all’inserimento del proprio nome nei titoli di coda delle puntate, il taccuino di viaggio, il libro fotografico, la visione in anteprima della webserie, il posto riservato alla prima proiezione).

L’attrice Lella Costa e lo scrittore Fabio Geda hanno aderito al progetto e il loro videomessaggio di sostegno è online nel canale vimeo degli Hic Sunt Leones

 #dallapartedinice è  un progetto dell’associazione Hic Sunt Leones,  sostenuto dalla Fondazione Zanetti. Sono partner: Amani, Amref, Banca Etica, CCM, Imperfect, LVIA, Oxfam Italia, MLFM.

 

Alessandra Tarquini

Alessandra Tarquini

Affronto tutti i giorni la sfida della comunicazione nel mondo della solidarietà internazionale. Mi piacciono i colori e non potrei vivere senza danzare, senza impegnarmi per una buona causa, curare una piantina, leggere un buon libro, stringere legami con le persone della mia vita, fare domande e condividere le risposte. Io b-hop perchè sono convinta che la bellezza sia nelle imperfette e piccole cose.
Alessandra Tarquini
Alessandra Tarquini

Alessandra Tarquini

Affronto tutti i giorni la sfida della comunicazione nel mondo della solidarietà internazionale. Mi piacciono i colori e non potrei vivere senza danzare, senza impegnarmi per una buona causa, curare una piantina, leggere un buon libro, stringere legami con le persone della mia vita, fare domande e condividere le risposte. Io b-hop perchè sono convinta che la bellezza sia nelle imperfette e piccole cose.