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Nel cremonese “I Colibrì” è la scuola che non ti aspetti: qui i bambini imparano liberi e creativi

La scuola può essere altro rispetto a quanto siamo abituati; può diventare un insegnamento vivo, vibrante perché passa attraverso l’esperienza e il rispetto: così è nata quest’anno, nel Cremonese, I Colibrì. Si tratta di una scuola di educazione parentale e biocentrica che accoglie bambini dai 3 ai 13 anni e basa la sua operatività sul metodo attivo e di compartecipazione, camminando mano nella mano con varie pedagogie (Metodo Asiri, Steiner, Toro, Lodi, Summerhill, pedagogia della lumaca, movimento biodanza).

“A scuola si impara giocando”: i consigli di Barbara Riccardi, l’insegnante da Nobel

Da piccola andava male a scuola perché si annoiava. Finché “ad un certo punto della vita mi sono dovuta rimboccare la maniche”. Oggi è considerata una delle migliori 50 insegnanti del mondo. I suoi alunni della scuola primaria imparano giocando. In questo modo i bambini si divertono (gli insegnanti pure) e diventeranno adulti migliori: più sicuri di sé e positivi, capaci di pensieri critici, logici e creativi, di autonomia e imprenditorialità. E’ questa la sfida di Barbara Riccardi, l’insegnante da Nobel. Nel 2016 è stata tra i primi cinquanta finalisti al Global teacher prize 2016 che si è svolto a Dubai, il “Nobel” che premia i migliori insegnanti del mondo. 

A Roma studenti di seconda e terza media vanno “a scuola di gelato”

Cosa ci fanno degli studenti in un laboratorio di gelateria? E un gelataio in una classe di seconda media che spiega agli alunni la tecnica di bilanciamento dei gusti? E perché ogni sabato tutti corrono verso il “Carpe diem”? A Roma esiste una gelateria che è anche luogo di formazione, creatività e progettualità. Si chiamaStrawberry fields” ed è nata nel 2011 dal sogno di Geppy Sferra.

L’orto didattico nelle scuole romane: la sfida (vincente) di Giulio contro il linfoma di Hodgkin

Che legame c’è tra un linfoma di Hodgkin ed un progetto di orto a scopo pedagogico nelle scuole?

La società evolve quando si ha il coraggio di scelte autonome, creative e non omologate

Stiamo vivendo un’epoca piena di incertezze e le persone, impaurite, sono in cerca di modelli rassicuranti. Purtroppo i modelli rassicuranti propinati dalle nostre società industrializzate tendono a cancellare ogni traccia di individualità per meglio pilotare le masse nelle onde dei mercati.

Libri: “Etica dell’acquario”, l’irritante inquietudine (e sconfitta) delle giovani élite

Se è vero che un certo tipo di letteratura deve scuotere, turbare gli animi, un merito di sicuro “Etica dell’acquario” dell’esordiente Ilaria Gaspari (Voland) ce l’ha: il personaggio principale, Gaia, giovane trentenne ricca, bella e infelice, è sicuramente irritante. Irritante per chi, ed è un semplice punto di vista, vorrebbe leggere libri sulla società italiana per quella che è al momento attuale, con il 40% dei giovani che non riescono a trovare lavoro a causa della crisi e sono costretti a sprecare talenti in un’inutilità fallimentare, in lavoretti inadeguati al loro livello di preparazione o ad emigrare.

Cagliari, dopo il “no” della scuola: il sorriso dei bambini vince le pochezze degli adulti

I fatti in sintesi: due bambini migranti giunti a Cagliari da soli, come tanti altri in Sardegna e in tutta Italia. Inseriti in una comunità di accoglienza, dall’inizio dell’anno scolastico vengono iscritti in una scuola paritaria gestita dalle Suore Mercedarie, che a Cagliari hanno due istituti: le suore hanno risposto positivamente alla richiesta giunta dai tutori e dalle istituzioni laiche e religiose che a Cagliari si occupano dei rifugiati e richiedenti asilo. E qui casca l’asino: scatta la rivolta di alcuni genitori inorriditi perché i loro pulcherrimi figlioletti sono stati messi vicino a dei “luridi negretti” magari portatori di malattie terribili, tipo la peste, la lebbra, il beri beri o la dengue. Hanno chiesto addirittura alle suore bagni separati.

Gli immigrati sono una risorsa per tutti? La storia di Dullal (e di Sophia) lo dimostra

Dullal Gosh, bangladese di 22 anni che lavava i vetri ai semafori di Roma, aveva un debito di 14 mila euro con i trafficanti e dormiva in una sporca abitazione con altri 10/15 coinquilini, pagando 350 euro di affitto in nero ad uno dei tanti italiani che fanno affari (sporchi) con i migranti. Ora è un uomo libero, ha preso la licenza media in Italia e può lavorare ed integrarsi nella società, contribuendo a creare opportunità lavorative per gli italiani.