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A Roma studenti di seconda e terza media vanno “a scuola di gelato”

Cosa ci fanno degli studenti in un laboratorio di gelateria? E un gelataio in una classe di seconda media che spiega agli alunni la tecnica di bilanciamento dei gusti? E perché ogni sabato tutti corrono verso il “Carpe diem”? A Roma esiste una gelateria che è anche luogo di formazione, creatività e progettualità. Si chiamaStrawberry fields” ed è nata nel 2011 dal sogno di Geppy Sferra.

La strenna di Natale: Sudafrica, i bambini disabili di “Little Eden” e il miracolo delle noci

(da Johannesburg) – In Sudafrica, per i bambini disabili della fattoria Elvira Rota village della Ong “Little Eden”  vent’anni fa accadde un piccolo miracolo. Che, come tutti i miracoli, nasce da un desiderio: quello di poter creare qualcosa con le loro mani.

La vera origine di Babbo Natale? Uno sciamano siberiano, in trance con tamburi e funghi sacri

Non tutti sanno che il personaggio di Babbo Natale, questo vegliardo benevolo dalla barba bianca, con tanto di pancia e di gotte rosse, è diventato un simbolo del Natale in tutto il mondo, a seguito di una campagna pubblicitaria della Coca Cola diffusa negli anni ’30, che ne ha fatto la sua icona. Ma le origini di Babbo Natale e della sua leggenda hanno a che fare con miti molto più antichi, di origine sciamanica.

Malattie rare, in un blog la sfida della madre di Nina: la sua sindrome è unica al mondo

A Roma, c’è un viaggio iniziato 5 anni fa, “il vitto non è un granchè, l’itinerario sconosciuto ma si cercherà di cogliere il meglio e fare qualche risata durante il tragitto”. E’ con queste parole che Isabella Moreschi presenta il suo blog “In viaggio con Nina” dedicato alla figlia Nina, affetta da una sindrome genetica sconosciuta.

Barricate contro i migranti: la lezione non appresa della Pantera (nera) di Goro

Ah gli splendidi anni ’60, quando la gente era felice, sorrideva, lavorava, cantava. C’era una Italia canterina, un po’ volava nel blu, un po’ voleva ventiquattromila baci, altre volte metteva dei fiori nei cannoni o addirittura – addirittura eh! – andava a prendere il latte.

I volontari di Arcoiris, accanto ai genitori dei piccoli malati dell’ospedale Bambino Gesù

Quando un bambino è malato i genitori lo sostengono e accompagnano nel percorso di ricovero d’urgenza, day-hospital o controlli. A volte però la malattia colpisce senza preavviso o è seria, così ci si trova scaraventati fuori regione in cerca di cure. I bimbi vengono accuditi dai sanitari ma ai genitori resta l’onere, oltre al dolore e alla preoccupazione, di trovare un alloggio e districarsi tra le pratiche burocratiche. A questo scopo esiste l’associazione ARCOIRIS onlus, fondata nel 2011 per sostenere le famiglie dei bambini ricoverati nel reparto di broncopneumologia dell’Ospedale Pediatrico Bambin Gesù di Roma, diretto dal dottor Cutrera. Oggi estende la sua azione anche alle malattie genetiche rare.

I bambini della guerra: migliaia di piccoli siriani a Beirut senza scuola, costretti a mendicare

(reportage dal Libano) – La spazzatura sembra essere il leitmotiv di Beirut, spesso intervallata da bambini profughi siriani che spariscono nelle montagne di sacchi neri alla ricerca di qualcosa di utile. Considerati fastidiosi scarti sociali, i piccoli siriani, come i rifiuti della società dei consumi, si ammassano agli angoli delle strade. Fermano i passanti, chiedono l’elemosina, infastidiscono con la loro presenza il libanese medio.

Cagliari, dopo il “no” della scuola: il sorriso dei bambini vince le pochezze degli adulti

I fatti in sintesi: due bambini migranti giunti a Cagliari da soli, come tanti altri in Sardegna e in tutta Italia. Inseriti in una comunità di accoglienza, dall’inizio dell’anno scolastico vengono iscritti in una scuola paritaria gestita dalle Suore Mercedarie, che a Cagliari hanno due istituti: le suore hanno risposto positivamente alla richiesta giunta dai tutori e dalle istituzioni laiche e religiose che a Cagliari si occupano dei rifugiati e richiedenti asilo. E qui casca l’asino: scatta la rivolta di alcuni genitori inorriditi perché i loro pulcherrimi figlioletti sono stati messi vicino a dei “luridi negretti” magari portatori di malattie terribili, tipo la peste, la lebbra, il beri beri o la dengue. Hanno chiesto addirittura alle suore bagni separati.